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Appendici 6. - Simboli identificativi d’origine dei vocaboli elencati

Simboli identificativi d’origine (fonte) dei vocaboli elencati

Il mio lavoro è stato quello del “copista-traduttore”, ho cioè copiato i termini zoldani da varie fonti, riscrivendoli anteponendo agli stessi il loro significato in italiano. Ecco perché questo non è un vocabolario, ma solo un Sommario di tutto quello che ho trovato e tradotto, da varie fonti.

Per chi volesse seguire la traccia della provenienza dei termini, indico in appresso i ‘simboli di deduzione’ dai quali si potrebbe risalire alla fonte, sintetizzata dal segno di interpunzione tra italiano e dialetto.

La prima fonte resta l'immenso Vocabolario ladino veneto della Valle di Zoldo del professor Enzo Croatto, che si identifica con l’interlinea (-).

Segue poi Il vernacolo della Val di Zoldo di A. Gamba e R. De Rocco, con l'interlinea (:).

I lavori pubblicati dall'Istituto Comprensivo di Scuola dell'Infanzia e Primo grado d'istruzione dei Comuni di Val di Zoldo e Zoppè di Cadore dal 2006 al 2019 (identificativo icz) hanno fornito buon materiale in "lingua corrente".

Il mio adeguamento terminologico italiano seguendo il dizionario Devoto Oli ha come segno identificativo =.

Autorevoli gli apporti da trascrizione di scritti/opere di amici e/o conoscenti.  Altre fonti sono mie ricerche > < su pubblicazioni locali o mie deduzioni da scritti dialettali e da annotazioni varie anche dal sito FB "Tegnon vif al ladin zoldan" (tvlz).

Qui di seguito, l’intera simbologia usata. 

abbreviazione abbr.

Angelini Giovanni (Ang)

Angelo Santin Strafit (ass)

anno a.

Baliato di Coi (bdC)

Beatrice Pra Floriani (bpf)

Bella ci - Piccolo glossario di una lingua sbalconata - LUMSA (pgls)              

Christina Panciera di Orbi, di Pralongo (chp)

Corrado De Rocco (cdr)

Delia Cason (dc)

Don Raffaello De Rocco (dRdeR.mc)

Egidio Cordella, di Goima (eco)

filastrocca filas.

figurativo: in modo, senso figurativo fig 

Floriano Pellegrini (don) (dfp)

Gianfranco Siega - Il dialetto perduto (gs)

Grafia del Ladin Agordin e Zoldan (glaz)

Grop di ladin da Zoldo (glz)

Gruppo Folk Val di Zoldo (gfvz)

idioletto zoldano (id.z)

Iginio Roberto De Pellegrin (irdp)

indovinello ind.

Innocente Panciera (ip1897)

Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali (ibrsc)             

Istituto Comprensivo Scolastico di Zoldo e Zoppè (icz)

Loris Molin Pradel (lmp)

Manuele Sogne in FB: Sei di Zoldo se (ms,sdzs)

Michelangelo Corazza, Mechìel Sachét di Pralongo (mc)

Mie deduzioni e riformulazioni da scritti vari dialettali <  >

Mie ricerche, anche seguendo i dizionari citati =

Noris De Rocco (nDr)

Oronimi Bellunesi - M. Punta (Ob,mP)

                              - Fagarè (Ob,F)

                              - Mezzodì (Ob,M)

Paola Brolati - Far Filò (pb)

Paolo Lazzarin - Pelmo (pl)

Parabola del figliol prodigo, testo del 1835 (pfp)

parola dal/del gergo, gergale (grg)

politichese (gergo) (pol)                                       

Pompeo Livan, ladign de Zopè (pl.ldZ)

Prampèr – Mezzodì; di Giovanni Angelini (Pmga)

proverbio pv.

qualcuno, qualcheduno qcd                             

Raffaello Vergani - note storiche varie citate nei testi consultati (rv)

recente (rec)

Renato Mosena dal Poont, di Insomarìa (Sommariva) (rm)

Renzo Cordella, di Goima (rc)

Renzo De Pellegrin (rdp)

Robert Brustolon (rb)                                         

Sara Casal Vaina, di Casal di Zoldo (sc-scv)

Sebastiano Vassalli - "Marco e Mattio" (sv.mm)

Sei di Zoldo se; pagina FB (sdzs)

Stefano Talamini Roa, di Iral di Zoldo (st)

Vernacolo della val di Zoldo (il) - di A. Gamba e R. De Rocco - 1972 : 

Vocabolario del dialetto Ladino di Zoldo del prof  E. Croatto - 2004 

Vocabolario gergale (vg)

Tegnon vif al ladin zoldan - pagina Facebook, da giugno 2019 (tvlz)

Zoppè (zop)                        

zoppedino = ladino di Zoppè (zopp)



Appendici 5. - Ho consultato... [bibliografia]

Ho consultato:

 

1. Scritti in e con ladino-zoldano e ladino:

 

Acquarelli di paese - don Raffaello De Rocco, a cura di Michelangelo Corazza - novembre 2001 - Tipografia Nero su Bianco sas - Belluno – (rdr/mc)

AL DIALÈTO DE CHI DA LE FOŚINE SA LA CAPÈLA – Innocente Panciera, in tesi di laurea di Gianna Casara 1942 - (ip1897)

Al Gioàni, la Tonina, al Rico e la Chelina e duti chi autre... storie e duoch in Zoldo e su n Zopè - dicembre 2005 - Istituto Comprensivo di Scuola dell'Infanzia e Primo grado d'istruzione dei Comuni di Val di Zoldo e Zoppè di Cadore - www.valdizoldo.eu (icz)

Al mondo 'l é fat a scarpét - di Michelangelo Corazza - Tipografia Bongioani - 1988 - (mc)

An libre par Ẑoldàign - di Angelo Santin Strafìt - Tipografia Piave - Belluno - marzo 2006 - (ass)

Bambini e Bambine di Zoldo - di Michelangelo Corazza - Arnoldo Moreno Editore - novembre 2020 - (mc)

Dizionario italiano online Corriere della Sera = https://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/

C'era..... - aspetti evanescenti di Zoldo e della montagna bellunese - Michelangelo Corazza - dicembre 1986 -  Ti. Bongioanni - Belluno

Far Filò - Dalle storie attorno al fuoco alle leggende metropolitane - di Paola Brolati - Edizioni Fuoriposto – Itinerari teatrali - giugno 2018 - (pb)

Fiorum - Poesie zoldane di Stefano Talamini - edizioni EBS Print - Etabeta - agosto 2019 (st) ed edizione aprile 2025 (con il contributo del Grop Ladin da Zoldo e Regione Veneto), che contiene L’Attilio, ballata in endecasillabi zoldani

Gelato e Gelatieri della Val di Zoldo e Zoppé di Cadore - Michelangelo Corazza e Virna Grossi - Arnoldo Moreno Editore - Dicembre 2022. (mcvg)

Il baliato dai Coi - nel sito internet proprio. -  http://baliatodaicoi.altervista.org/about/

Il dialetto perduto - Vol. I, vol. II, vol. III - Dizionario etimologico veneto di Gianfranco Siega con Michela Brugnera e Samantha Lenarda - Editoria Universitaria Venezia 2007

Il tesoro dei padri - Proverbi delle venezie - di Ulderico Bernardi - Santi Quaranta 2^ edizione 2010

Il vernacolo della Valle di Zoldo - raccolta di espressioni dialettali di Augusto Gamba e Raffaello De Rocco - Panfilo Castaldi Editore - Feltre 1972

In Val di Zoldo nel Sette-Ottocento: appunti e documenti - Pietro Monego - Istituto Culturale di Zoldo - Grafic House Editrice Mestre - Giugno 1996

Incalmi – Poesie della letteratura italiana tradotte in zoldano – di Stefano Talamini – Etabeta-Ps. Lesmo (MB) – aprile 2025 – Con il contributo del Grop Ladin da Zoldo e Regione Veneto

Iral – di Stefano Talamini Roa – inserto ne: L’Alpino Zoldano - 2024

L’Alpino Zoldano – annate varie fino al 2024 – Gruppo  Alpini Val di Zoldo -  (BL)                                                                               

La Via del Ferro Tra Piave, Bòite e Maè - Comunità Montana Cadore-Longaronese-Zoldano - Cierre Grafica, Verona - giugno 2001

Le Osterie di Zoldo tra poesie e aneddoti – Michelangelo Corazza – Arnoldo Moreno Editore, novembre 2023

Lunare, annate dal 2006 al 2024 - Istituto Comprensivo di Scuola dell'Infanzia e Primo grado d'istruzione dei Comuni di Val di Zoldo e Zoppè di Cadore - www.valdizoldo.eu - (icz)

Majer - 600 anni d' un cognome di Zoldo di Giandomenico Zanderigo Rosolo  per l'Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali, 2022 (gzr)

Marco e Mattio - Sebastiano Vassalli - ET Scrittori - Einaudi - (svmm)

Mistri - Profili di artisti, artigiani e personaggi del presente e del passato - di Michelangelo Corazza - 1994 - Tipografia Nero su Bianco - Belluno – (mc)

Normalizzazione linguistica in Agordino e a Zoldo – Normalisazion de la lenga nte gordin e en Zoldo; Nicola Cassisi, Beatrice Colcuc Davide Conedera – ibrsc Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali – Serie “Studi Ladini”n. 4. - 2025 -

Oronimi Bellunesi - Monte Punta - Fagarè - Spiz di Mezzodì - Edizione Fondazione G. Angelini - apr 2008

Parole par zoldan – in bozza 2025 – di Beatrice Pra Floriani

Pelmo - Paolo Lazzarin – presentazione del suo libro fotografico

Personaggi e Soprannomi di Zoldo - a cura di Michelangelo Corazza - dicembre 2007 - Tipografia Nero su Bianco - Belluno - (mc)

Peste e declino industriale in una valle alpina: la valle di Zoldo (Belluno) nella prima metà del seicento di Raffaello Vergani - (rv)

Prampèr – Mezzodì; di Giovanni Angelini – Le Alpi venete - (PMga)

Quattrocento – 400 - soprannomi di famiglie Zoldane - a cura di Michelangelo Corazza - dicembre 2006 - Tipografia Nero su Bianco - Belluno - (mc)

Ricordi di un Guoimano - di Egidio Cordella - Tip. Piave, Belluno - Ottobre 2013 – (ec)

Rimbomba d’alloro il canto – Sara Casal – Libreria Editrice Urso Avola – marzo 2019

Saor da na ota par la deent dal dì dancuoi - Ricette tradizionali di Zoldo e Zoppè - 2008(?) - - Istituto Comprensivo di Scuola dell'Infanzia e Primo grado d'istruzione dei Comuni di Val di Zoldo e Zoppè di Cadore - www.valdizoldo.eu – (icz)

SCRIE  POLITO – Postille al manuale di avviamento all’uso della grafia ladina per gli scriventi nella variante zoldana – a cura di Stefano Talamini – Grop Ladin da Zoldo (glz) – Gruppo di lavoro linguistico letterario – 2024 -

Someggio contro carreggio: La  strada del Canal di Zoldo nel XIX secolo - di Raffaello Vergani in Archivio veneto - Quinta serie - Vol. CLXIII (2004) - (rv)

Ste boign che ades ve ne n conte una..! Istituto Comprensivo di Scuola dell'Infanzia e Primo grado d'istruzione dei Comuni di Val di Zoldo e Zoppè di Cadore - febbraio 2007 - www.valdizoldo.eu - (icz)

Storia Zoldana - don Ernesto Ampezzan - Tipografia Piave - Belluno - Giugno 1985

Ta nóna la diséa - di Michelangelo Corazza - Tipografia Bongioani - 1988 - (mc)

Tegnon vif al ladin zoldan - pagina Facebook, dal 2019 (tvlz)

Tradizioni - Poesie - Leggende - Pompeo Livan - Union de i ladign de Zopè - 2022 - Pro Loco Zoppè di Cadore APS – (pl.ldZ)

Un albero di ricordi – di Michelangelo Corazza – Arnoldo Moreno Editore – nov. 2024 (mc)

Un Tabià di Zoldo – A.P.T. ValZoldana - 1988 - Per la collaborazione di Antonia Zecchinato, Mario Iral, Giovanni Maier, Sante Iral, Ezio Cordella, Enzo Croatto e Roberto Cordella, Diego Gamba - Quaderno ideato e realizzato da Diego Gamba per la relativa Mostra del gennaio 1988 in Forno di Zoldo (Bl)

Vocabolario del dialetto ladino-veneto della Valle di Zoldo (Belluno) - di Enzo Croatto - Fondazione Giorgio Cini. Regione del Veneto - Angelo Colla Editore - dicembre 2004

Vocabolario della parlata di Zoppè di Cadore – di Ermanno Livan, a cura di Gabriele Livan – Union dei Ladign de Zopè – Tipografia Piave srl, Belluno – Giugno 2012

Zoldo - di Raffaello Vergani - Uomini e industrie, strade e montagne di una valle alpina fra XIV e XX secolo - Cierre edizioni 2020 (rv)

 

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2. Per la generazione dei vocaboli in italiano:

 

Giacomo Devoto - Gian Carlo Oli - Dizionario della lingua italiana - Dizionari Le Monnier - Firenze - Dodicesima ristampa settembre 1980

Aldo Gabrielli - Dizionario dei sinonimi e dei contrari - Istituto Editoriale Italiano - Milano VIII^ ristampa 1979

 

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3. Per i termini gergali e neologismi

 

Bella Ci. Piccolo glossario di una lingua sbalconata, a cura degli studenti di Scienze della comunicazione, informazione, marketing dell'Università LUMSA di Roma - Edicions de l'Alguer 2017

Vocabolario gergale giovanile - fonti varie da Internet

 


Appendici 4. - Omaggio a Dante Alighieri

Omaggio a Dante Alighieri  

 Nella ricorrenza del 25 Marzo, data che gli studiosi individuano come inizio del viaggio ultraterreno della Divina Commedia, in cui si celebra per la prima volta il Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri recentemente istituita dal Governo italiano

  

Tanto gentil e tanto onesta pare

a due mani

 * Tanto gentile e tanto onesta pare / la donna mia quand’ella altrui saluta,

** La par cossì saurida e cossì neta / ma famena incant che la saluda
ch’ogne lingua deven tremando muta, / e li occhi no l’ardiscon di guardare.

che dute le autre ciacole se studa / e no i ghe varda gnanca la carpeta.

Ella si va, sentendosi laudare, / benignamente d’umiltà vestuta;

Ela duta laudada la va in giro / ma la fa fenta de no sentì nia
e par che sia una cosa venuta / da cielo in terra a miracol mostrare.
par proprio che la sie vegnuda via / dal paradìs par ne fa fa an sospiro.


Mostrasi sì piacente a chi la mira, / che dà per li occhi una dolcezza al core,

La cossì tanta graẑia con la dent / che al cuar a la vardà tra du le rece,

che ’ntender no la può chi no la prova:
ma ocór riussì a la vede par capì:

 

e par che de la sua labbia si mova / un spirito soave pien d’amore,

somea che da le bessole partì / l’é anseche che te subia inte le rece
che va dicendo a l’anima: Sospira.

e al dis de sospirà inte an momént.

 

  

* Testo originale Dante Alighieri - Rime della Vita Nuova , XIII secolo

** Traduzione di Stefano Talamini Roa - da  "Incalmi"  poesie 2020


Appendici 3. - Cantico di Frate Sole ovvero "Cantico delle creature" a tre mani

Cantico di Frate Sole ovvero "cantico delle creature"

a tre mani

 

* Altissimu, onnipotente, bon Signore, Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.

** Altissimo, Onnipotente Buon Signore, tue sono la lode, la gloria, l’onore ed ogni benedizione.
*** O Signor, cossita grant e bon, solche a Ti se à da fa laude, onor e benediẑioign.

 

Ad Te solo, Altissimo, se konfane, et nullu homo ène dignu Te mentovare.

A te solo Altissimo, si addicono e nessun uomo è degno di pronunciare il tuo nome.
Solche a Ti, Signor, le se confà - e neguint cadù  l’é degn de Te menẑonà.


Laudato si', mi' Signore, cum tutte le Tue creature, spetialmente messor lo frate Sole,

Tu sia lodato, mio Signore, insieme a tutte le creature, specialmente il fratello sole

Che i te laude, Signor, par dut chel che te à fat, - e in speẑie par nost fradel al sol,


lo qual è iorno et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:

 il quale è la luce del giorno, e tu attraverso di lui ci illumini. Ed esso è bello e raggiante con un grande splendore:

 che par tua graẑia al ne fa lum via par al dì. / E l’é bel e al fa an gran lustre:


de Te, Altissimo, porta significazione

simboleggia te, Altissimo.

e cossita al ne insegna valch de Ti.

 

Laudato si', mi' Signore,per sora Luna e le stelle: in celu l'ai formate clarite et pretiose et belle.

Tu sia lodato, o mio Signore, per sorella luna e le stelle: in cielo le hai formate, chiare preziose e belle.
Che i te laude, Signor, par nosta sòr la luna e par le stéle: - su in ẑiel te le à fate ciare, de valor e bele.


Laudato si', mi' Signore, per frate Vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,

Tu sia lodato, mio Signore, per fratello vento, e per l’aria e per il cielo; quello nuvoloso e quello sereno e ogni tempo
Che i te laude, Signor, par nost fradèl al vent e par al ẑiel sarén o co le neule o con sa tenp,


per lo quale a le Tue creature dai sustentamento.

tramite il quale dai sostentamento alle creature.
 che in ogni caso al vedoléa la dént.

 

Laudato si', mi' Signore, per sor'Acqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Tu sia lodato, mio Signore, per sorella acqua, la quale è molto utile e umile, preziosa e pura.
 Che i te laude, Signor, anca par l’aiva - nosta sòr umile, valenta, saurida e s-cèta.

 

Laudato si', mi' Signore, per frate Focu, per lo quale ennallumini la notte:

Tu sia lodato, mio Signore, per fratello fuoco, attraverso il quale illumini la notte.

Che i te laude, Signor, par al fuach - nost fradèl che al ne fa ciar de not


et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

E’ bello, giocondo, robusto e forte.
- e te lo à fat bel e contént e cotànt forte.

 

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa,

Tu sia lodato, mio Signore, per nostra sorella madre terra,  la quale ci dà nutrimento, ci mantiene

Che i te laude, Signor, par nosta mare la tera, - che ne arleva e ne dà da tetà,

 

e produce diversi frutti con coloriti fiori et herba.

 e produce diversi frutti con fiori colorati ed erba.

e la ne dà fiór incolorì, fruti  e erbe.


Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonano per lo Tuo amore

Tu sia lodato, mio Signore, per quelli che perdonano in nome del tuo amore

Che i te laude, Signor, par chi che sa perdonà par amor Tuo

 

et sostengo infirmitate et tribulazione.

e sopportano malattie e sofferenze.

e i soporta malaign e tribolazioign.


Beati quelli ke 'l sosterrano in pace, ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Beati quelli che le sopporteranno in pace, perchè saranno incoronati.
Beati chi che le soportarà, - parchè da Ti i sarà incoronai.

 

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra Morte corporale, da la quale nullu homo vivente po' skappare:

Tu sia lodato, mio Signore, per la nostra morte corporale, dalla quale nessun uomo vivente può scappare:
Che i te laude, Signor, par la mort de al corp, - che tant no se ghe scanpa a chesto mondo:


guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;

guai a quelli che moriranno mentre sono in situazione di peccato mortale.

guai a chi che morirà in pecà mortàl;


beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male.

Beati quelli che la troveranno mentre stanno rispettando le tue volontà, perché la seconda morte, non farà loro male.
beati chi morirà rispetóss de la Tua santissima volontà - che chela autra mort no ghe farà mal.


Laudate et benedicete mi' Signore et rengratiate e serviateli cum grande humilitate.

Lodate e benedicete il mio Signore, ringraziatelo e servitelo con grande umiltà.

Laudé e benedì al Signor e ringraẑielo - e servilo senpre cotànt mestech.

 

=.=.=.=.=

 

 

 

*     Originale in 'italiano' del maggio-giugno 1225: - Fonti Francescane – Editio Minor giugno 1995 - Mediagraf    Noventa Padovana

**   Versione in italiano moderno

*** Traduzione di Stefano Talamini Roa da Iral di Val di Zoldo (BL)  -  Agosto 2018

 


Appendici 2 - La parabola del Figliol prodigo - 3 versioni

PARABOLA  DEL FIGLIOL  PRODIGO

 a tre mani

 

  

a)  Testo C.E.I.*

b)  Versione in italiano/zoldano (Traduttore è il dottor Giovanni Francesco Villalta - 1835)**

c)  La storièla de chel fiòl che, a fà bagordi, 'l aéa strazà dut chel che 'l aéa (Traduttore Angelo Santin             Strafit - 2006)***

 

11.  *«Un uomo aveva due figli.

11.  **“An cert’om à abù doi fioì:

11.  ***"An óm 'l à bu dói fiòi:

12.   Il più giovane disse al padre:

12.  Al pi zoven dè chist l’à dit a sa pare:

12.  Al pi đoen de chist 'l i a dit a sa pare:

13.   Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze.

13.   Pare deme la me part della roba, che me vegn; e sa pare à partì la roba tra de lori.

13.   Pare, déme la me pârt de la ròba, che me végn; e sa pare 'l à spartì la ròba tra de lori.

14.   Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò   le sue sostanze vivendo da dissoluto.

14.  An puoiz dè dì dapò fat su fagot de dutta la roba al fiol pì zoven al sé n’è andat, e le zù int’un pais lontan, e ilò l’à strazzà dut in viz, e bagorzi.

14.  An pùochi de dì dapò, fat su fagôt de duta la ròba, al fiòl pi đoen 'l é se 'n đu ìnte 'n pais lont lontân, e ilò 'l à straẑà dut in vi e bagordi

15.  Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.

15.  E dapò che l’aveva consumà dutt’affat, l’è vegnù inte chel luog na grant carestia, e si l’à scomenzà a avè de bisogn de dut.

15.  E dapò che'l aéa magnà fùora dutocuânt,'l é vegnù inte chel lùoch na gran carestia, e si 'l à scomenẑà a avé de biśòign de dut.

16.  Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci.

16.  In chela ota l’è senzù, e al se à pojà con un cittadin de chel pais, e chel lo à mandà inte sa campagna a fa el pastre dei porziei.

16.  In chela òta 'l é se 'n đu, e al se à poià con an ẑitadìn de chel pais, che l'à mandà inte la sò canpagna a fà al pastre dei porẑiei.

17.  Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava.

17.  L’aveva uoja de se impenì la panza colle giande, che magnava i porziei; ma neguing in dava.

17.  'L aéa ùoia de se inpegnì la panẑa co le giande che magnàa i porẑìei; ma neguinc' i 'n déa.

18.  Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!

18. Tornà po’ in sì, l’à dit: Quaign servitor de ma pare à paign pì de sa bisogn, e mi chilò muore da fam.

18. Tornà po in sì, 'l à dit: Cuainc' servidóor de mo pare ch'i à paign pi de sa biśòign, e mi chilò mùore de fam.

19.  Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te;

19.  Levarai su, zirai da me pare, e i dirai: Pare ài peccà contra del ciel, e contra de voi;

19.  Learài su, đirài da mo pare, e i dirài: Pare, ài pecà cóntra del ẑiel e contra de voi.

20.  non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni.

20.  Za no son degn d’esse chiamà vost fiol: tegnime come un dei vost famei.

20.  Đa no me mèrite gnanca d'èse ciamà vôst fiòl: tegnime come un de vôst famei.

21.  Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.

21.  L’è levà su, e l’è vegnù da sa pare: l’era ancora da lonz canchè sa pare l’à vedù, e chiappà da compassion a li è andat incontra, al l’à chiappà a brazzacol, e al l’à basà.

21.  'L é leà su, e 'l é vegnù da sa pare: 'l èra ancora lontân  can che sa pare al l' à vedù, e ciapà da conpasióon 'l i é đu incontra, al l' à ciapà a braẑacòl, e al l'à basà.

22.  Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio.

22.  Al fiol al li hà dit: Pare ai peccà contra del Ciel e contra de voi, za no son degn d’esse chiamà vost fiol.

22.  Al fiòl 'l i à dit: Pare ài pecà cóntra del Ẑiel e contra de voi, đa no me mèrite d'èse ciamà vôst fiòl: tegnime come un de vôst fiòl.

23.  Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi.

23.  Al pare po’ à dit ai suoi servitor: Prest, portè cà le massarie pi belle, e vestilo, mettèi an anel int’el det, e mettèi su n per de scarpe int’i piei.

23.  Al pare pó 'l a dit ai suoi servidóor: Prést, porté ca le masarie pi béle, e vestilo, metéi an anèl inte 'l déet, e metéi an pêr de scarpe int'i pìei.

24.  Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,

24. Tolè an vedel ben gras, e mazzolo, che magnon, e pastezaron.

24. Tolé an vedèl bén gras, e copélo, che magnarón e se pasteđarón.

25.  Perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.

25.  Parchè sto ma fiol, l’era mort, e l’è tornà vif, l’era pert, e l’è stat cattà. E i à scomenzà a pastezà.

25.  Parchè che sto ma fiòl 'l éra môrt e 'l é tornà vif, 'l éra pêrt, e 'l é stat catà. E i à scomenẑa a pasteđà.

26.  Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze;

26.  L’era mò sa fiol pi vege fuora in campagna, e col tornava, e che l’era da vesin da casa l’à sentù, che i sonava, e che i cantava.

26.  L'èra mo sa fiòl pi vège fùora par la canpagna, e co 'l tornàa e che 'l éra daeśin da caśa 'l à sntù ch'i sonàa e ch'i cantàa.

27. Chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò.

27.  L’à chiamà un dei famei, e al li à domandà chel che l’era.

27.  'L à ciamà un di famèi, e 'l à domandà chél che 'l éra.

28.  Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo.

28.  E chest i à respondù: l’è vegnù vost fradel, e perché l’è tornà san, vost pare à coppà an vedel gras.

28.  E chést i à respondù: 'l é vegnù vòst fradèl, a parchè che 'l é tornà sân, vòst pare 'l à copà an vedèl gras.

29.  Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo.

29.  Al s’à istizzà per chest, e nol voleva pì zì da inte: L’è vegnù donca fuora so Pare, e al l’à scomenzà a pregà.

29.  Al s'à stiẑà par così, e no 'l voléa pi đi daìnte. L'é vegnù dónca fùora sa pare, e 'l à scomenẑà a 'l pregà.

30.  Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici.

30.  Ma chel respondant l’à dit a sa pare: varzè quaing aign, che l’è che ve servisse senza mai ve disobbedì, e fin ades no me avè dat an giolàt da podè fa an past coi miei amighi.

30.  Ma chél respondànt 'l i à dit a sa pare:  varđé cuainc' aign che 'l é che ve servise sénẑà mai ve deśobedì, e fin adês no me aé (mai) dat an giolàt da pudé fà an past coi miei amighi.

31.  Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso.

31.  Ma dapò, che chest vost fiol, che à strazzà dut el fatto so colle femene de mal fa, l’è tornà, avè mazà per el al vedel gras.

31.  Ma dapó che sto vòst fiòl, che à straẑà dut al fato sò co le fèmene de malfà, 'l é tornà, aé copà par él al vedèl gras.

32.  Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;

32.  Ma ‘l pare i à respondù: Fiol ti t’es sempre con mi, e dut chel che ài l’è to.

32.  Ma ìl pare i à respondù: Fiòl, ti t' ées senpre con mi, e dut chél che ài 'l é tò.

33.  ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

33.  Se cogneva po’ magnà, e sta liegri, perché chest ta fradel l’era mort, e l’è resussità, l’era perzù, e se l’à cattà.”

33.  Se cognìa pò magnà, e sta lìegri, parchè che sto ta fradèl 'l èra môrt, e 'l é resusità, 'l èra perđu, e se l'à catà.

A San Floriano di Zoldo, Frazione del Comune di Forno di Zoldo nel Distretto di Longarone. -  Sa la Pief in Ẑoldo, Comùn dal Fóor, inte 'l Mandaméent de Longaróon, al 2 de mài del 1835

 

 

 

*     Il testo italiano è desunto dal Vangelo di Luca, 15,11-32 nella versione Conferenza Episcopale Italiana  

 

* *    2. Due Maggio 1835. trentacinque.-  E’, questo, il primo documento scritto in dialetto zoldano, come trascritto a pagg. 118 -119 de:Versioni Venete, Trentine e Ladino-Centrali della PARABOLA DEL FIGLIOL PRODIGO, Tratta dalle carte Biondelli - ( Bibliot. Ambros. B.S.VII. 1/D 189) - edita in ATTI E MEMORIE della R. Accademia di Scienze, Lettere ed Arti in Padova – Anno CCCLXXII – 1912-13 – Nuova Serie – Volume XXIX – Padova – Tipografia Giovanni Battista Randi – 1913. - Volume reperito da Frate Andrea Vaona nella Biblioteca del Collegio S. Antonio Dottore O.F.M. Conv. (ora Istituto Teologico S. Antonio Dottore) in Padova, via S. Massimo

 

*** Versione rivista in zoldano attuale da Angelo Santin Strafit - Testo desunto da "An libre par Ẑoldàign" di Angelo Santin Strafìt - Tipografia Piave - Belluno - marzo 2006 - pagg. 383 - 385